A proposito di censure e bavagli. Se passa questo decreto legge la Levi-Prodi, altro che Birmania. Questo è un vero bavaglio alla libertà. Non è piu possibile avere un blog se questo non viene registrato, ed addirittura pagare un bollo (farà parte del tesoretto?) anche se quello che uno scrive sono appunti e senza scopo di lucro. Addirittura il blog viene equiparato alla stessa stregua di un quotidiano, quindi queste righe " Il blog non puo’ essere considerato come testata giornalistica in quanto viene “aggiornato” in modo non regolare.Non puo’ essere quindi considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001" non tuteleranno più, se a qualcuno scappa qualche parola di grosso. Speriamo che il tutto non passi. Che governo…di merda, facciamo ridere, speriamo che cada al più presto. L’unico problema è che non si sa chi mettere, poichè il migliore ha la rogna.
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ottobre 20th, 2007 alle 18:51
C’era una volta l’articolo 21 “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” ma questi con la Costituzione ci si puliscono il c..o (e non solocon l’articolo 21)
ottobre 20th, 2007 alle 19:41
Sono perfettamente daccordo, devono tenere le mani giù da internet, ognuno ha diritto di farsi un blog e di dire quello che vuole (sempre nel rispetto). Non si puo arrivare al punto di limitare la libertà di una persona. costringendola alla burocrazia e a spendere soldi .Internet fino adesso ha rappresentato la libertà, e non ci devono essere limitazioni per nessuno. in Cina si filtrano le parole non in Italia.